Mozambico pubblico e privato

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MEMBA  (Mozambico), 2008

Mozambico

Pubblico 

e privato

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Ilha de Moçambique, 2009 

Avevo più volte visitato la baia di Vilankulo e alcune delle isole che la chiudono fin dal 1989. Nel 1990 mi ci ero recato – raggiungendo l’isola di Bazaruto - con una coppia di amici venuti dall’Italia. Verso la fine del ’92 decisi di regalarmi un viaggio solitario, di esplorazione e raccoglimento. Fu un’indicibile esperienza.

La popolazione di Vilankulo può essere classificata in turgidi, normali e macilenti. I turgidi, colli taurini e ventri possenti, raccolgono i vecchi e i nuovi ricchi: squali famelici e intraprendenti garantiti. Potrebbero essere ulteriormente suddivisi in flaccidi ( = gli abituati alla sedentarietà e all’ipernutrizione garantite dal potere) e i turgidi propriamente detti: i parvenus, coloro, di origine contadina e di coscia solida, che hanno divorato metodicamente negli ultimi tempi.

NOTE SPARSE DEL 1990

Oggi a Inhaca ho visto dei fenicotteri (1990). L’uomo è un mammifero strabiliante per la polivalenza, la coordinazione occhio/mano e la massa cerebrale immagazzinata nel cranio. Eppure in lui non si concentra la “bellezza oggettiva” di un fenicottero, questo gioiello aerodinamico

Una chiave di lettura della storia del Mozambico potrebbe essere quella di tre grossi segmenti geografico-culturali (sud – centro – nord) ciascuno annesso al rispettivo entroterra: Sud-Africa, Zimbabwe-Zambia-Malawi, Tanzania: con questo entroterra il segmento mantiene più legami che con gli altri segmenti. Il concetto di Unità Nazionale in Mozambico è più tormentato persino che negli altri paesi africani.

Gender issues. B. Bagnol: Appraisal of Sexual Abuse and Commercial Sexual Exploitation of Children in Maputo and Nampula, 1997. La maggiore obiezione a questa ricerca é la perentorietà dell’impianto concettuale, che si riduce in più punti a giudizi di valore maturati nel clima del femminismo e della sessualità eurocentrici (il lavoro è finanziato dalla Royal Netherlands Embassy): è un po’ forte, ad esempio, scrivere che “in questa società i diritti della donna come essere umano sono violati”. Mi sembra anche che da episodi di sessualità maschile degenerata, l’autrice compia generalizzazioni sulla vita erotica “normale” delle donne mozambicane. C’è da dubitare che la loro vita in questo campo sia solo frigidità, colluttazioni, inferno di gravidanze non volute, ignoranza del sé corporeo, passività e sottomissione ad ogni istante alle voglie dell’uomo. Proprio l’ intimacy di questo territorio del comportamento dovrebbe ispirare cautela. Si pensi al crollo di natalità in Francia nel 1700 – è il paese dell’autrice – senza che nessuno sia riuscito a rivelare i secrets de chambre (di massa) all’origine del cataclisma demografico. Del resto l’autrice, che conosco personalmente, ammette a quattr’occhi che essendo la donna al Nord del Mozambico educata a prendere l’iniziativa erotica e a provocare apertamente l’uomo, c’è il caso che estragga dal gioco amoroso la sua quota parte di piacere. Ben detto, perché non scriverlo anche? Il rischio – in nome dei diritti della donna – di criminalizzare un’intera cultura è alto, ma questa è una via che non porta da nessuna parte, certamente non alla liberazione (…) di donne che non hanno alternative a quella cultura: che in quella cultura si dovranno liberare, non contro di essa! Con molte probabilità, se non diventeranno cittadine del Regno d’Olanda, la strada per ridurre il loro carico di sofferenza va cercato nel suolo che calcano co i loro piedi (spesso nudi), non in un’abiura dal mondo in cui hanno costruito la loro identità.

Vie tortuose della modernità (a proposito della campagna di eradicazione della Polio). Lo stesso popolo che diserta le inutili elezioni locali di fine settembre accorre in massa ad usufruire di un servizio che presuppone dopotutto alta tecnologia. Ad Anchilo alcune aree si trovano sbarrate da capi tradizionali che non vogliono sentir parlare di vaccini. L’autorità locale non esita a metterne qualcuno in prigione. Mossa rischiosa … sì, ma dopo la popolazione accorre in grandi numeri. Consenso attraverso la paura? Sì, ma anche – forse – liberazione dalla paura del capo tradizionale. Nella stessa zona un capo dell’ex-guerriglia fa campagna contro i vaccini, ma segretamente manda i figli a prendersi i vaccini da un’altra parte.