Mozambico pubblico e privato

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MEMBA  (Mozambico), 2008

Mozambico

Pubblico 

e privato

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Ilha de Moçambique, 2009 

È notorio come sull’etnia macua – di gran lunga la più importante del paese, soprattutto se si considerano tutti i sottogruppi – pesi il giudizio di un sottosviluppo relativo. Ciò l’ha resa doppiamente succube, in tempi successivi: prima del colonialismo, poi delle etnie del Sud. La questione della “dominazione” del Centro-Nord da parte della etnia Tsonga merita qualche precisazione:

Tra Chiesa cattolica e guerriglia antigovernativa (RENAMO) c’è stata una lunga affinità, sfociata nell’appoggio assai concreto che il movimento di Dhlakhama ha avuto al tavolo negoziale di Roma, dopo quello ricevuto sul terreno prima dell’accordo di pace. Questa “militanza” della Chiesa è risultato di più moventi: a) l’anticomunismo, che contava assai prima del 1989. La Chiesa di Giovanni Paolo II ha avuto risposte primordiali di fronte ad esso e non le ha mai cambiate. Il Mozambico meno che mai poteva essere un’eccezione,

Non percorro la Strada Nazionale numero 1 da almeno dieci anni. Si cercano i segni della guerra, e se non lo si fa irrompono loro sotto gli occhi. Il percorso è punteggiato di carcasse di veicoli rovesciati, contorti, bruciati, sventrati da esplosioni. Mi dicono che sono un decimo di quanto è andato distrutto, ed è già un’immagine che mette i brividi. Qualche mano pietosa ha cercato, a periodi fissi, di sospingere questi resti lontano, fuori dalla vista di chi passa per la strada, ma l’erba non è ancora cresciuta abbastanza da occultare un simile memoriale.

Henri. A. Junod: “Usos e costumes dos Bantus, a vida duma tribo do Sul da África”. Versione portoghese dell’edizione francese. Imprensa Nacional de Moçambique, Lourenço Marques, 1974. Pubblicato (o ripubblicato) forse durante il governo di transizione, alla vigilia dell’Indipendenza (1975). Questo monumento dell’etnografia

Davanti ai rottami e alle ammaccature di un incidente l’autore dice: “Tentei virar, mas o volante não obedeceu”. Poi chiosa sulla difficoltà di “dominar o carro”; dominar è un verbo che ricorre quando ci si riferisce ad una donna che resiste alla pressione sessuale, e viene soggiogata ai bisogni del partner maschio. Nella sala di imbarco dell’aeroporto, alle prese con un ritardo che non finisce mai, si sente: “Esta noite o avião não vai dormir aqui”. Le macchine hanno vita e ritmi loro, con esse si dialoga e si fanno compromessi (che possono non andare in porto). Di sicuro non sono mere esecutrici di comandi.