Considerazioni di un impolitico

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Ilha de Moçambique, 2009

Il concetto giuridico di condono è impensabile per culture con il senso della legge da rispettare. Come introdurre questa parola in inglese o in tedesco?

Il copione è il solito. L’intellettuale occidentale disadattato sposa per amore un sommovimento politico del III Mondo, accettando l’autopercezione che il fenomeno ha di sé e designandolo tout court “rivoluzione”: ci vede d’incanto la realizzazione di tutto ciò che non gli è riuscito di portare a compimento a casa sua. Per alcuni di questi intellettuali il processo ha tratti di tipo compulsivo e si riproduce senza elaborazione ad ogni tornata: Cuba, Viet-Nam, Portogallo, Mozambico, Iran, Zimbabwe, Nicaragua, Burkina Faso, Timor …

Nelle crisi politiche più pericolose non sono forse provvidenziali gli opportunisti? I tiepidi, i flaccidi, gli adattabili, i professionisti della sopravvivenza; non i convertiti, i voltagabbana convinti, i vendicativi, i redenti-redentori con fervore di affiliazione. Quando il vecchio potere - magari dietro i ritratti del capo e i vessilli sventolanti, ancora in mezzo a protocolli grotteschi - è stato svuotato dal centro e vacilla come un frutto maturo, in attesa del colpo di brezza che lo faccia cadere, non sono forse gli opportunisti che garantiscono la continuità e l’umanità del domani?

I popoli dell’ex-Est comunista rivendicano con forza la loro appartenenza all’Ovest. Non è geografica, né solo politica. Vi è sottointeso un rigetto del socialismo reale, dal quale si vogliono liberare come da un incubo. Ma vi è anche implicato qualcosa che ha radici nella storia e nella cultura di questi popoli. Riemerge infatti anche la loro memoria di rifiuto e opposizione ad un mondo altro (in articolare l’Asia, l’Islam), fatto di popoli sentiti come diversi, minacciosi, barbarici, inferiori .. e in agguato ai loro confini. Di questo “zoccolo” ci siamo allegramente dimenticati. La parola Ovest assume per quasi tutti i popoli dell’ex-Est politico la connotazione di un giudizio di valore: implica gerarchia, superiorità di cultura e civiltà. Nel secondo dopoguerra un’altra valenza si è aggiunta all’Occidente, specie di fronte al disastro economico comunista: la sua (relativa) ricchezza materiale, garantita da un capitalismo fiorente. I popoli dell’Est hanno ben capito che passa davanti a loro l’ultimo treno per entrare nella cittadella del privilegio mondiale, e chiudere la porta - per ultimi. Si reclama il ritorno ad una civiltà superiore, ma anche la carta di credito.

Rapporti di lavoro col “nuovo che avanza”. Prima del neo-trionfo liberista /post-1989 un contratto di lavoro era un patto freddo tra un cittadino ed un ente economico fornitore di impiego. Adesso l’impresa chiede preventivamente adesione totale ai suoi fini e – avutala – la formalizza con un pezzo di carta.